bruno paolo benedetti presidente associazione gruppo per l'arte antares

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caratteristiche produzione artistica

bruno paolo benedetti
Bruno Paolo Benedetti

Chi è Bruno Paolo Benedetti?
Prima di tutto è un fotografo.  Un fotografo che osserva, cerca e interpreta la natura e il mondo attraverso la sua sensibilità. Nato nel 1954, inizia a frequentare corsi di fotografia a partire dal 1968.  Sin dall’inizio l’attenzione è stata rivolta allo studio dei contrasti, privilegiando il bianco e nero rispetto al colore, cosa che lo porta sperimentarsi anche con la camera oscura, strumento che consente effetti che permettono di fissare sulla carta una visione della realtà unica e particolare. In questi primi lavori di elaborazione si possono vedere in nuce quelle che diventeranno le foto surreali del periodo più maturo. Ad esempio Caronte. In questo caso sia il bianco e nero sia la dissoluzione della gamma dei grigi e i forti contrasti uniti alla modifica delle immagini con le tecniche di camera oscura portano alla creazione di immagini che travalicano la realtà. L’uso dei filtri si accompagna alla elaborazione in camera oscura e contribuisce alla creazione di queste immagini surreali.
Contestualmente all’inizio  di questa fase legata all’uso della elaborazione delle immagini in camera oscura incomincia  a viaggiare per approfondire le conoscenze delle altre culture e religioni. Dopo aver effettuato gli studi classici si è laureato in lingue, russo e tedesco, approfondendo le proprie conoscenze di altre lingue come il francese, l’inglese e lo spagnolo, già parlate prima della laurea. In questo modo la sua ricerca viene agevolata dalla facilità nell’avere contatti con persone di altre culture. La produzione fotografica si concentra sulle foto di viaggio e sulle foto di architettura.
Mete di viaggio sono l’India, il Bhutan, il Nepal, l’Indonesia, Cuba ed i paesi dei caraibi, il Messico, il Sudafrica, le isole Comore, l’Egitto e tutta l’Europa occidentale e del nord. Contestualmente si dedica allo studio della varie correnti mistiche presenti nelle principali religioni: si va dallo studio dello Shivaismo Kashmiro, del Vedanta, al tantrismo buddista con le loro tecniche di tramutazione delle energie, le tecniche yoga, lo studio dell’alchimia e delle correnti mistiche cristiane, nella parte che riguarda l’autocoscienza e la liberazione dell’individuo per finire con lo studio della Kabbalah ebraica. L’attenzione è rivolta a quello che accomuna tutte le correnti, seppur nelle diversità delle manifestazioni.  Questi studi e pratiche costituiranno l’elemento caratterizzante di tutta la sua produzione artistica, rivolta alla sfera intima dell’individuo, fornendo messaggi e sensazioni che accomunano tutte queste correnti mistiche,  rivolte allo sviluppo dell’autocoscienza eper portare all’illuminazione. In pratica ogni individuo vive in modo più o meno cosciente le due dimensioni trascendente e reale. Sta a ognuno acquisire la coscienza di questa duplice dimensione ed imparare a governarle per elevare la propria parte nascosta.
L’approccio alla fine art photography inizia dopo il 2010. Come filo conduttore abbiamo sempre la ricerca del “punto di vista” che apre una porta al mondo emozionale e spirituale.
In questa fase si concetra soprattutto sullo studio della luce e dei riflessi: i contrasti e giochi di luci, piuttosto che immagini riflesse nell’acqua. A fronte di immagini che si dissolvono in forme fluide che lasciano spazio all’interpretazione dettata dall’immaginazione e alla sensibilità di chi guarda.
Con la dissoluzione dell’immagine rimane comunque forte il legame con il mondo e la sua ricchezza. Nelle immagini si concentra infatti sulla ricerca di colori che troviamo in spiagge, monti, laghi, corsi d’acqua, fiori, che lascia completamente inalterati nella elaborazione fotografica come ad esempio in colori dell’inverno. Il colore con i suoi riflessi è l’elemento dominante ed è un mezzo espressivo da sempre legato alle sensazioni. Lo dimostra il fatto che esiste la cromoterapia, basata appunto su colori, per non parlare del fatto di come siano sempre stati associati a stati d’animo e situazioni.
Risulta importante l’opera di ricerca dei luoghi e delle situazioni particolari che ci sono nell’arco della giornata: la luce dell’alba piuttosto che del tramonto o particolari situazioni meteorologiche forniscono colori e tonalità uniche e irripetibili.
Anche la macrofotografia, che unisce il particolare nascosto e l’elaborazione fotografica,  contribuisce alla costruzione di immagini dal forte impatto. Per questo motivo si può affermare che le sue opere sono tutte uniche e irripetibili, in quanto legate a momenti e condizioni uniche come ad esempio . Ai colori si aggiungono i riflessi, sia nell’acqua sia fuori, con giochi di luci che vi si sommano:a volte vivi, a volte con infinite sfumature e a volte tenui con tonalità pastello che si dissolvono nel bianco e nero come in . Tutte le fotografie sono state scattate dal fotografo e nessuna è frutto di elaborazione di foto di altri. Infatti la nascita dell’opera parte dalla ricerca dello scatto, fatto in funzione di quello che dovrà essere il risultato finale. Si crea un legame di energia sottile fra il fotografo e il fotografato che pare che richieda di essere evidenziato nella sua essenza e valenza simbolica.
Dallo studio delle culture e delle correnti spirituali continua ad accrescersi il filone del surrealismo, con immagini che rappresentano archetipi religiosi e culturali. In questo caso le immagini sono una sintesi di più fotografie, spesso colte in momenti diversi ed in luoghi del mondo lontanissimi tra loro, montate a creare una nuova immagine. Anche in questo caso tutte le foto sono originali scattati dal fotografo e nessuna è frutto, nemmeno parzialmente, della elaborazione del lavoro altrui. In questo caso la ricerca di scenari e soggetti è estremamente vasta e spazia dai paesaggi all’architettura piuttosto che su soggetti o simboli.
L’elemento fondamentale è la rappresentazione di una realtà che, anche in situazioni catastrofali, lascia spazio ad un messaggio di rinascita e di pace come in . Nessuna immagine evoca emozioni cupe e negative, ma viene lasciato spazio a sentimenti e sensazioni  positive. C’è sempre una via d’uscita da tutte le situazioni che sembrano non averla e quello che si può raggiungere è sempre quello che vediamo nei nostri sogni più belli come . Si va dalle rappresentazioni dell’, del , immagini apocalittiche come in  piuttosto che legate alla tradizione alchemica come in  con il concetto di trasmutazione dell’energia e del mutamento.
La concezione di base è sempre la visione della realtà nascosta ai nostri occhi e la scoperta di diverse prospettive che ci permettono nuove sensazioni ed emozioni. Dal reale all’immaginario ed al trascendente; scoprire quello che è accanto a noi e dentro di noi. Nella realtà ed al di là della realtà, con i nostri sensi e la nostra immaginazione.